Più che un blog, lo definirei un blog. Adesso vado ad informarmi su cosa effettivamente sia un blog.
Sono nel mio letto quando improvvisamente, come uno starnuto in questo tempo maledetto di allergie, mi sveglio.
E menomale che mi so svegliato.
Cmq mi sveglio. Apro gli occhi, vedo l’ora: 10:45 (Non mi sto contraddicendo…semplicemente non venite a dirmi che appena vi svegliate aprite gli occhi, vedete l’orologio che avete sul comodino e siete già in grado di carpire cosa intende dirvi - anche se il mio orologio è fatto per non udenti e non vedenti per quanto è grosso e rumoroso).
Che faccio e che non faccio, che faccio e che non faccio, che faccio e che non faccio (mah vabbò…s’è capito), mi alzo.
Apro la finestra in camera mia e scruto l’orizzonte che nemmeno Sandokan. La perlustrazione dell’orizzonte mi dà il solito risultato da un po’ di tempo a questa parte: il palazzo dietro casa mia. Alzo gli occhi al cielo e tac…una folgorazione…timido ed indifeso tra un’accozzaglia di nubi c’è lui, lì, fermo, immobile bello come il sole. Lo riconosco subito, è proprio lui: IL SOLE.
Da qui alla decisinoe definitiva il passo è breve: GIRO IN MOTO.
Corro in bagno per provvedere all’igiene personale mattutina, torno in camere in tempo per ammirare estasiato un sms della mia amata. Mi si apre il cuore. Apro l’sms impazientemente:
“Come cacano le arance? A grumi”.
Eh sì, non c’è che dire questo è amore (ma che ho fatto di male).
Rispondo al volo alla mia amata (che a proposito saluto cordialmente :D) e via, si parte.
Saluto di corsa la mamma la quale non manca di ricordarmi che “attento che il tempo non promette niente di buono”. Una bella dose di ottimismo era proprio quello che mi ci voleva.
Scendo in garage facendo le scale a 4 a 4, ma sono dispari; quindi torno su e le rifaccio una alla volta per non perdere ulteriore tempo (chiedo scusa a chi ho fregato sta gag ma mi piace troppo).
Inforco i guanti, calzo gli occhiali, accendo il casco ed indosso la moto.
Ehm…vabbè ero sveglio da poco ed ero ancora confuso.
Cmq ci siamo capiti: gli oggetti li ho azzeccati tutti, basta solo riordinare le azioni compiute.
Ok torniamo indietro e dirigiamoci verso il centro. La pioggia cessa.
Perfetto. Allora caffè e si riparte. Eh…col cazzo. Si esce dal bar per riscontrare che ha iniziato nuovamente a piovere. Oggi non è cosa andiamo a casa.
Tralasciamo le ore centrali del giorno, durante le quali un pasto frugale mi ha consentito di farmi distruggere dal mio cuginetto di 2 anni e mezzo.
Trascorsa qualche ora in assoluta apatia, ecco di nuovo spuntare il sole ed ecco di nuovo che ci si riprova.
Scendo in garage facendo le scale direttamente una alla volta.
Inforco gli occhiali, indosso il casco, calzo i guanti ed accendo la moto (stavolta ci stavo e connettevo).
Si parte. Direzione mare.
Mi allontano verso lidi settentrionali. Il sole brilla alto nel cielo ed effonde il suo tepore tra noi comuni mortali. Non posso deluderlo. Decido di raggiungere la spiaggia e prendere un po’ di sole.
Mi accingo a raggiungere l’agognata meta quand’ecco che, improvvisamente, odo dal cielo una voce calda e profonda:”Vuoi prendere il sole? Ti sei allontanato da casa. Bene, io mi riannuvolo. Pesce D’Aprile”. Ed io:”Mi scusi signor cielo, ma oggi è 1 Maggio, non 1 Aprile” “Ah sì? Caspita ho sbagliato. Vabbè ma gli scherzi sono più belli quando totalmente inaspettati”.
Non mi resta che correre a casa.
Mi affretto ad imboccare l’autostrada per velocizzare ulteriormente il mio rientro. La tratta autostradale che percorro è di 9 km. Tempo totale di percorrenza: 35 minuti, così suddivisi:
- ritiro del biglietto autostradale
- tenere in bocca il biglietto per fermarsi sul ciglio della strada e mettere al sicuro lo stesso
- bestemmiare contro il tale che imbocca l’autostrada con il telepass e che mi suona nonostante io sia fermo
- bestemmiare contro il guanto che non vuole saperne di essere scalzato
- bestemmiare contro la tasca della giacca che non vuole saperne di aprirsi
- infilare il biglietto nella giacca
- bestemmiare contro la tasca della giacca che non vuole saperne di richiudersi
- bestemmiare contro il guanto che non vuole saperne di essere calzato
- percorrenza della tratta autostradale
- fermarsi sul ciglio della strada
- bestemmiare contro il tale che esce dall’autostrada con il telepass e che mi suona nonostante io sia fermo
- bestemmiare contro il guanto che non vuole saperne di essere scalzato
- bestemmiare contro la tasca della giacca che non vuole saperne di aprirsi
- bestemmiare contro gli euri sonanti che non vogliono saperne di uscire dalla tasca
- dirigersi verso il casello con i soldi e il biglietto nella tasca aperta e il guanto tra le gambe (e non pensate sempre a male, please…soprattutto tu, mia amata)
- pagare
- rifermarsi sul ciglio della strada
- bestemmiare contro un altro tale che esce dall’autostrada con il telepass e che mi suona nonostante io sia fermo
- bestemmiare contro gli euri sonanti che non vogliono saperne di rientrare nella tasca
- bestemmiare contro la tasca della giacca che non vuole saperne di richiudersi
- bestemmiare contro il guanto che non vuole saperne di essere calzato
Vabbè, ricominciamo la nostra corsa verso casa: ci sono soli 6 km che mi dividono dalla mia dimora.
Si sorpassano un po’ di macchine e si rientra a casa. Felice di averlo fatto appena in tempo, un po’ deluso per l’andamento della giornata.
Risalgo in camera mia. Apro la finestra, scruto l’orizzonte quand’ecco che, improvvisamente, odo dal cielo una voce calda e profonda:”Ci hai creduto faccia di velluto”.
Ed il sole torna a regnare sovrano su noi comuni mortali.
BUONGIORNO...
“Buongiorno”
“Eh sì, buongiorno. Si fa presto a dire buongiorno. Cos’ha di buono questo giorno?”
“...ma non saprei…è solo un saluto…un augurio per una buona giornata…”
“E chi ti dice che per me sarà una buona giornata? Eh?”
“Nessuno, ma è un saluto. Le auguro di avere una buona giornata”
“Ma lo sai che giorno è oggi?”
“Mercoledì 26 Aprile?…”
“Oggi sono esattamente 5 anni che se ne è andata”
“Ah, mi scusi. Non potevo sapere.”
“E certo, non potevi sapere. Nessuno poteva sapere. Nessuno sa mai niente”
“Ma io volevo solo salutarla come la mia educazione mi impone”
“E certo, volevi solo sentirti in pace con te stesso, vero? Tu non sai cosa significa rimanere così da soli, all’improvviso. Rimanere senza nessuno con cui sfogarsi”
“Ho un po’ di tempo libero. Se vuole, io sono qui. Le va di parlarne?”
“No”
“Ah…Mi scusi ancora, non volevo essere invadente. Allora andrei”
“Ecco i giovani d’oggi. Al primo ostacolo si buttano a terra. Ci vuole perseveranza per ottenere ciò che si vuole, per Dio.”
“Sì ma io non volevo darle fastidio”
“Altro atteggiamento tipico giovanile. Fase delle scuse. Ci vuole personalità”
“Ma ce l’ha con me?”
“Evvai…bingo…fase del vittimismo…mi spiace dirglielo mio caro, ma lei impersona fedelmente lo stereotipo di ragazzo inutile”
“Forse ho capito perché sua moglie l’ha lasciata, sa?”
“Senti, giovanotto sparasentenze che non sei altro. Cosa vuoi da me? Chi ti manda in questo giorno già di per se funesto?”
“Ma guardi, a dir la verità io volevo solo salutarla. Ci siamo incrociati e l’ho salutata. Tutto qui.”
“Tutto qui? TUTTO QUI? Tutto qui un corno. Dì la verità. Ti manda quella strega di mia moglie a ricordarmi che oggi sono 2 anni che devo campare lei e quello stronzo dell’orologiaio”
“Ha qualche rotella fuori posto secondo me”
“Ecco, lo sapevo. Ti ha mandato la strega. E questa è la prova…è la stessa frase che mi disse l’orologiaio quando venne a casa mia a visionare l’orologio a pendolo che avevo in sala”
“Senta, mi scusi per il disturbo, ma adesso dovrei proprio andare”
“No no, che mi scusi per il disturbo. Non crederai di passarla liscia così, vero?”
…”Buongiorno”…
…”Buongiorno a lei”…
“…Scusi, ma allora ce l’ha proprio con me? Non poteva semplicemente salutare anche me come ha salutato quel signore? Perchè a lui non gli ha fatto storie?”
“Perchè? Pure quello lo mandava mia moglie?"
"Ma cosa vuole che ne sappia io. Ma chi la conosce sua moglie"
"Non ti permettere di parlare così di mia moglie, sai."
"Senta, le ho già detto che non conosco sua moglie; e poi non mi pare di aver detto niente di male"
"E allora cosa vuoi da me? Perchè mi stai importunando? Ti sei svegliato col piede sbagliato stamattina ed hai deciso di rompere le balle al primo che ti capitava?"
"Ma io..."
"Ma io cosa? Io ho fatto la guerra, che ne vuoi sapere tu"
"..........Vabbè, le auguro una buona giornata. Arrivederci"
“Eh sì, buona giornata. Si fa presto a dire buona giornata. Cosa potrà mai avere di buono questo giornata?”
"..........ma vaffanculo va"